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Roma 21 novembre 2017. La realtà mutualistica italiana si è confrontata con le mutual benefit societies di tutto il mondo, dal 15 al 17 novembre a Roma, durante l’Assemblea generale dell’Associazione internazionale delle mutue, organizzata dall’AIM in collaborazione con la FIMIV. (Nella foto Christian Zahn, presidente AIM)


In Italia, la sanità integrativa è diventata una componente necessaria ed importante della spesa sanitaria, soprattutto nella contrattazione del lavoro che coinvolge milioni di lavoratori dipendenti. La Federazione italiana delle mutue integrative volontarie- che svolge un ruolo di rappresentanza e difesa delle Società di mutuo soccorso e degli enti mutualistici aderenti- però, denuncia che per chi è precario c’è il rischio che si crei uno spazio di disuguaglianza anche all’interno dell’integrazione che si diffonde attraverso contrattazione.

“Il rischio più prossimo è una frattura sociale sull’equità dei livelli di tutela” ha dichiarato Placido Putzolu, presidente della FIMIV. Per questo le mutue aderenti alla Federazione si schierano dalla parte della sanità integrativa come certezza anche per i precari, proponendosi di sostenere con soluzioni innovative i lavoratori autonomi.

I GIOVANI Liberi professionisti e free lance: i lavoratori atipici non hanno diritto a un sussidio per la malattia o alla gravidanza. In un paese in cui l’assistenza sanitaria è garantita a tutti ma spesso si è costretti a ricorrere alla spesa privata, fuori da quelle garanzie previste da accordi nei contratti collettivi nazionali, i lavoratori autonomi sono costretti ad affrontare da soli la malattia. In Italia, si tratta soprattutto di giovani sotto i 35 anni e in prevalenza di donne. “Vogliamo puntare sui giovani e coinvolgerli per diffondere e consolidare la mutualità in Italia e in Europa -dichiara Armando Messineo, vice presidente della Federazione italiana mutue integrative volontarie e presidente della Cesare Pozzo-. In un momento storico e culturale in cui troppo spesso gli interessi del singolo prevalgono su quelli di tutti gli altri, ci impegniamo a raccontare ai giovani quanto sia determinante la forza della collettività per invertire una tendenza altrimenti dannosa per l’Italia”. “Perché il sistema solidaristico del mutuo soccorso sia sostenibile, ha bisogno di coinvolgere tutti, non solo malati, poveri e anziani ma anche i giovani- spiega Christian Zahn, presidente dell’Associazione internazionale mutue- Perché chi ha i giovani ha il futuro”. Realtà come la italo-francese Harmonie Mutuelle, aderente alla FIMIV, offrono la copertura infortuni a 160mila studenti e professori in sette università perché “Permettere ai giovani l’accesso alle cure è importante: non bisogna lasciare nessuno indietro” aggiunge Luc Roger, presidente di Harmonie Mutuelle. Il primo ostacolo, però, in Italia come in Europa, rimane il precariato.

LAVORO E DIRITTO ALLA SALUTE Per questo, in sostegno dei giovani -e soprattutto di tutti i precari- intervengono le società di mutuo soccorso, inserendo all’interno delle forme di assistenza ai soci anche quelle rivolte ai lavoratori autonomi. Tra i vantaggi, un sussidio per la malattia, il rimborso del ticket, agevolazioni in tutte le strutture sanitarie e para-sanitarie convenzionate, un sussidio di ricovero garantito sin dal primo giorno per malattia e intervento chirurgico. Società come Insieme Salute pensano poi in particolar modo ai problemi di genere, erogando un sostegno alle donne anche in caso di parto, oltre a fornire un assegno di gravidanza che raddoppia in caso di rischio.

LE MUTUE IN SOSTEGNO DELL’ESERCITO DELLE PARTITE IVA “Da diversi anni, abbiamo messo in piedi queste forme di assistenza rivolte ai lavoratori autonomi perché chiaramente un professionista, se si ammala e non può più svolgere il suo lavoro, non ha nessuno che corra in suo soccorso- ha spiegato Valerio Ceffa, direttore di Insieme Salute, realtà giovane ma molto solida, presente all’Assemblea generale dell’AIM dal 15 al 17 novembre a Roma-. Abbiamo cercato di creare delle forme di assistenza particolari, modulate secondo il tipo di attività e di prestazione che svolge la persona e ai suoi bisogni- ha aggiunto Ceffa-. Perché l’idea è porre sempre al centro il socio, con le sue esigenze e i suoi problemi. E’ così che è partito tutto.  Nell’800, infatti, con la prima industrializzazione, è anche nata l’idea di società di mutuo soccorso: il senso è mettersi insieme in tanti per sostenere soprattutto quei soggetti che hanno maggiori difficoltà. Il principio oggi rimane lo stesso: si tratta solo di declinarlo secondo le esigenze moderne”.

LE COPERTURE AZIENDALI “Le coperture collettive aziendali tutelano solo i lavoratori assunti con contratto a tempo determinato: l’obbligo contrattuale dell’integrativo sanitario riguarda solo i lavoratori stabilizzati, per cui con l’attuale precarizzazione – soprattutto dei giovani alle prime esperienze lavorative – anche l’integrazione della copertura sanitaria non è garantita, così come la possibilità di avere ferie retribuite, accedere al welfare aziendale, di contrarre un mutuo- Massimo Piermattei, direttore della Campa-. Le mutue in ogni caso possono estendere la copertura anche ai lavoratori a tempo determinato se il datore di lavoro a sua discrezione intende estendere tale tutela anche a loro o se il lavoratore versa i contributi volontariamente”.

IL PARADOSSO Se da una parte i lavoratori meno tutelati rimangono proprio i lavoratori autonomi e i liberi professionisti, dall’altra, il paradosso dell’integrazione che si diffonde attraverso contrattazione rischia di creare un enorme spazio di iniquità nell’assistenza anche per i lavoratori a tempo determinato. “Alcuni lavoratori hanno infatti pieni diritti, gli altri, se hanno un fondo che nasce dentro l’azienda, nel momento in cui cessano il rapporto di lavoro, vedono anche estinguersi il loro diritto in materia di sanità integrativa- spiega Loredana Vergassola, del Centro studi della FIMIV-. Le mutue sanitarie, invece, tutelano sia i pensionati che i lavoratori non contrattualizzati e aiutano a colmare questa progressiva ingiustizia che si sta producendo tra lavoratori dipendenti che hanno l’integrazione e lavoratori di altro tipo che non la hanno e sono costretti a finanziarsela da soli, essendo lasciati al mercato brutalmente e sostanzialmente privi di qualsiasi tutela”.

SANITÀ INTEGRATIVA PER TUTTI I LAVORATORI “Noi crediamo che l’assistenza sanitaria integrativa possa e debba essere una opportunità per tutti i cittadini e non un privilegio di categoria o settore- ha dichiarato Placido Putzolu, presidente della FIMIV-. Le società di mutuo soccorso, quali corpi intermedi impegnati nella società civile per il conseguimento del benessere collettivo, hanno scelto di fare la loro parte: il progetto di cui esse sono naturalmente portatrici si fa sempre carico del socio e delle sue necessità di assistenza, per l’intera vita, e non limitatamente al rapporto di lavoro”. La mutualità, infatti, svolge un ruolo di raccordo tra i fondi sanitari e la società civile. Le società di mutuo soccorso sono riconosciute quali fonti istitutive e gestionali di fondi sanitari sia “chiusi” (di derivazione negoziale) sia aperti (territoriali), in quanto possono surrogare la mancata regolamentazione del fondi sanitari integrativi aperti, avvalendosi dei propri istituti normativi e di un vantaggio fiscale proprio. “Se non si interviene ad innescare meccanismi contributivi di tipo associativo solidaristico a compensazione del divario, il rischio più prossimo è una frattura sociale sull’equità dei livelli di tutela- ha continuato Putzolu-. È invece pratica costitutiva delle società di mutuo soccorso, qualora istituiscano un fondo sanitario o ne gestiscano uno, il mantenimento del rapporto associativo anche dopo l’uscita del lavoratore dallo stesso fondo per le più diverse ragioni e la sua presa in carico rientra nella sussidiarietà generale e circolare espressa dalle adesioni individuali”.